Juan Darién - Il ragazzo tigre

Un racconto latino-americana di Horacio Quiroga

Adattamento e regia

Miguel Ángel Cienfuegos

I narratori

Clotilde Pichonnaz

Luisa Ferroni

Miguel Ángel Cienfuegos

David Matthäus Zurbuchen

Scenografia e costumi

Musiche originali

Sartoria

Fleur Marie Fuentes Valdebenito

Mauro Garbani

Greta Urbani

Disegno luci, tecnica di scena e costruzioni

Josef Busta

Fotografia

Andreas Zurbuchen

Durata

80 minuti. Senza pausa

Debutto

04 gennaio 2003

Tournee

Svizzera, Germania, Cile

Juan Darién è la storia di una tigre allevata ed educata tra gli uomini. Juan Darién si trasforma in un "Libro della Giungla" alla rovescia.

Quiroga ci mostra l'altra faccia della medaglia: la crudeltà, l'intolleranza e l'annullamento di cui è vittima l'essere naturale quando cade nelle mani della civilizzazione. Mentre Mowgli, il ragazzino de "Il libro della Giungla" sarà ben accolto da quasi tutti gli animali che incontra nella selva, Darién sarà invece vittima della violenza degli abitanti di un villaggio, impauriti dalla sua presenza. Juan, il ragazzo tigre, si comporta "come un uomo" ma per le sue origini diverse sarà considerato un essere pericoloso.

Solo una donna, una madre, lo proteggerà. L'unica che capirà che "davanti alla legge suprema dell'universo una vita equivale a un'altra vita".

Quiroga sostiene che così come gli uomini usano spesso la giungla e gli animali selvaggi come esempio di crudeltà e violenza, così potrebbero anche fare gli animali con il mondo civilizzato e con gli esseri umani.

"È la selva - disse la tigre, sentendo un colpo di fucile in lontananza - sono gli uomini. Cacciano, uccidono, sgozzano."

Juan Darién è un racconto appartenente alla cosiddetta "letteratura fantastica latinoamericana". Talvolta grottesco, talvolta tragico, ma con diversi momenti di spiccato umorismo. Un racconto sull'intolleranza, sul rifiuto del diverso, fenomeni riapparsi con forza negli ultimi tempi nella nostra società.

È dunque un'opera moderna anche se scritta nei primi decenni del novecento. Prova che Quiroga era uno di quei personaggi dotati di grande intuito, un visionario, capace di avere delle premonizioni in un'epoca in cui la foresta non era una priorità nell'elenco delle preoccupazioni dell'umanità, un luogo dal quale noi essere umani potevamo imparare. Al massimo era uno sfogo per la voglia di esotismo. Lui invece la mise in primo piano, la fece diventare letteratura nella quale riversare le intense esperienze che visse tra il 1903 e il 1937 a Sant'Ignacio di Misiones, sperduta regione nella selva subtropicale, all'estremo nord dell'Argentina.

Il nostro compito è di cogliere con il nostro spettacolo quel mondo esuberante, misterioso e colmo di spunti onirici che ci propone Quiroga.


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