I casi della fame e dell'amore

Commedia dell'Arte

Testo

Regia

Luisella Sala

Alessandro Marchetti

Un antico canovaccio del cinquecento con le maschere della Commedia dell'Arte sui temi universali della fame e dell'amore in una continua esplosione di comicità.

Arlecchino
 
Brighella
 
Colombina

Pantalone

 
Marchesino
 
La Fortuna
 
Pulcinella

Miguel Ángel Cienfuegos

David Matthäus Zurbuchen

Luisa Ferroni
 
Andrea Noce Noseda
 
Clotilde Pichonnaz
 
Luisa Ferroni
 
Andrea Noce Noseda
 
Clotilde Pichonnaz

Tecnica

Josef Busta

Durata

75 minuti. Senza pausa

Debutto

06 maggio 1994

Tournée:

Svizzera, Germania, Francia, Italia, Austria, Croazia, Spagna, Cile, Brasile, Grecia, Giordania, Siria, Libano, Turchia, Russia, Giappone, Emirati Arabi, Israele, Palestina

Fame e amore sono temi universali.

Fame e amore attraversano epoche, nazioni e, all'interno delle nazioni, le differenziazioni sociali. Ma il primo di questi due "universali" è molto lontano dall'immaginario dell'era consumistica. Il personaggio dell'affamato, di chi ha come primo problema la nutrizione al livello più elementare, è esorcizzato dall'umorismo contemporaneo. Anche nelle zone del mondo dove la fame è una realtà tragica e quotidiana, lo spettacolo esorcizza l'affamato, non rie-sce a farlo diventare protagonista. Eppure vi sono state epoche durante le quali anche chi era lontano dal problema restava ammirato di fronte alla genialità dell'affamato: fantasia, inventiva erano indispensabili per costruire le menzogne e gli imbrogli necessari a procurare cibo.

Da un canovaccio risalente agli inizi del XVII secolo, un'epoca nella quale splendore e miseria convivevano fianco a fianco, e la violazione della proprietà era punita con la morte, nasce lo spettacolo montato dal Teatro Paravento, su testo di Luisella Sala e con la regia di Alessandro Marchetti. In una Venezia menzionata una volta sola in tutto lo spettacolo, e non richiamata da alcun elemento scenico (potrebbe essere Dakkar), si trovano Arlecchino e Brighella in triste gara: chi dei due è rimasto da più tempo senza cibo? Vince Arlecchino per un giorno. La fame genera i suoi effetti veri: delirio, morte, che si risolve in incubo. Poi l'incontro con Colombina: le menzogne di Brighella, l'amore a prima vista di Colombina per Arlecchino. Infine la truffa. Ma il bello della farsa è che la truffa non nasce a tavolino. Il fatto è che Pantalone, afflitto da irrimediabile rimbambimento senile, impedisce sistematicamente ad Arlecchino di spiegarsi. Ecco la leva che carica la "molla" della tensione nella trama.

Questa miscela di patetismo e di fantasia dà vita a innumerevoli gag. Ma c'è il pericolo che tutto lo spettacolo si lasci trascinare, come da una forte corrente, dall'effetto comico fine a se stesso.

Il Teatro Paravento, con la regia di Alessandro Marchetti, ha lavorato "contro corrente". La ricerca dell'effetto comico è sempre subordinata alla "verità" del messaggio, niente è gratuito. L'eleganza e la raffinatezza delle leggi del teatro dell'arte sono perseguite con particolare rigore, e da ciò consegue una straordinaria esaltazione della comicità. Cogliere genio nella miseria, far intuire il nesso causale che collega queste due categorie della vita umana, mostrare l'amore come folgorazione, ma anche come profondità di sentimento, capacità di comprensione e di solidarietà: ecco alcuni possibili sensi de "I casi della fame e dell'amore" nel linguaggio splendido ed elegante, ilare e patetico della Commedia dell'Arte.

Vittore Nason


 


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